Ode a tutti i colori

Bianca la luna in una notte di luna piena
Bianco il latte che una bimba succhia dal seno materno
Bianca la tela che fa mostra di sé sul cavalletto.
Ti guardo, ti studio, ti misuro: 120 x 80

Cerco di individuare la segreta personalità gelosamente celata tra le trame dell’ordito;
focalizzo informi figure che supplicano di emergere dal profondo degli abissi in cui alberga l’Io.

Gli occhi accesi scivolano a destra, si posano sul barattolo colmo di pennelli e spatole; fremono nell’attesa di essere colti dalla mano ferma, sicura di se.

Gli occhi accesi scivolano a destra, si posano sul barattolo colmo di pennelli e spatole; fremono nell’attesa di essere colti dalla mano ferma, sicura di se.

Gli occhi si spostano a sinistra e si fissano sul piatto di ceramica fine, dove, sistemati come obbedienti scolaretti, fanno bella mostra di sé tanti tubetti di colore, tutti i colori!“ Prendi me !” piagnucola il Verde; “ posso fare per te alberi frondosi e prati infiniti. Prendi me! prendi me!” insiste ansioso il Verde.

Si gonfia il Rosso; sembra esplodere di furore: “ Non ti illudere piccolo sgorbio pieno di bile, è me che prenderà ”

E farnetica: “ Io sono il colore della lotta! Il colore della passione politica! Il colore dell’amore eterno!”

Ha…ha…ha…! Esplode Rosso Vivo in una risata da far tremare tutti i Colori sul piatto, e rivolto con scherno al Verde: “ può forse modellare petali di rosa con te ?” E ripete quella risata paurosa.

Il blu, freddino anziché no! , rimane in disparte guardando con superiorità sia il Rosso che il Verde “ poveri plebei “ dice con l’immancabile erre moscia; “ non sono certo loro i preferiti !… è me che ama. Io non ho bisogno di fare tanti salamelecchi!”.

Il giallo bisbiglia annoiato da tanto clamore: “ Chissà cosa avranno da discutere ” e bisbiglia “ speriamo che mi lasci riposare; ho la pressione bassa, io!; se almeno mi offrisse un goccio di quel rosso, mi tirerei un po’ su!”

Il Viola, pieno di sé ma non senza eleganza , alza il cappello, allunga il collo oliato..e… Hop-là “ Guardate come sono bello! ” Nel dire così fa una piroetta e si sistema al centro del piatto, di ceramica fine! “ Sono la perfetta sintesi del fuoco che emana dal Rosso e dell’autocontrollo che distingue il lignaggio del Blu ” recita da attore consumato, il Viola.

Infido dall’ombra del piatto spunta il Nero; girando su se stesso gelidamente minaccia: “ Io sono cosi intenso che vi copro tutti! Vi trasformo in insignificanti grigi!”

La minaccia viene presa sul serio. Tutti i colori si alleano contro il nero; si lanciano all’unisono sopra la Tela ; in men che non si dica la occupano da tutti i suoi lati.

Il Bianco, onnipresente principe, si era mischiato con tutti; con una punta di Rosso e un’altra di Giallo aveva pennellato l’orizzonte; con piccoli tocchi aveva dato sfumature diverse al cielo dipinto, con grandi pennellate, dal freddo Blu. Da solo poi, il candido Bianco,aveva colorato i petali delle romantiche margherite.

Il Rosso, per non essere da meno, si era unito al Giallo, insieme avevano colorato uno straordinario sole al tramonto.

Il Verde poi si era esibito in tutte le sue sfumature. Correndo qua e là, sul Piano Grande, sconfinando sopra le colline che precedono le grandi montagne, dove hanno buon gioco il Blu, il Viola, il Bianco.

Il Marrone era corso, qua e là, a colorare i tronchi d’albero, il cappello ed il mantello del pastore transumante il gregge e, con un pizzico d’orgoglio, aveva aiutato il candido a pennellare una ad una le pecorelle, e un capretto tutto da solo!.

Il Bianco, poveretto!, alla fine era completamente svuotato.

Al violento Nero, mogio mogio, a quel punto non rimase che opporre la firma su quella Tela che ne aveva viste, a ben dire!, di tutti i Colori

Bramar (Marcella Bravetti)

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