chi sono

foto 28 luglio 2008 -Auvers sur-Oise
BRAMAR
Mi chiamo Marcella Bravetti, sono nata a Perugia l'11 gennaio 1938, ho iniziato a dipingere nella seconda metà degli anni '70, epoca in cui ero ancora operaia in fabbrica, (Luisa Spagnoli).
Il richiamo naturale verso i colori, affinato dai colori dei filati in lunghi anni di fabbrica, era fortemente supportato dalla necessità di esprimere le passioni sociali, sindacali, politiche e personali che mi
caratterizzano ora come allora. Poi ho visto Van Gogh!…
Non sono molte le opportunità avute per far conoscere quanto prodotto in ormai 30 anni con un impegno costante, quando non frenetico, come negli ultimi
tre anni in cui ho più che raddoppiato il numero di opere prodotte – oggi,
anno 2007, oltre 700 – attività moltiplicatasi a seguito di un appassionato viaggio ad Amsterdam per vedere dal vivo le opere di Van Gogh. Una esperienza che mi ha rivoluzionato la vita pittorica e personale.
Oggi, 12 aprile 2010, le opere da me
realizzate hanno superato le 1000 unità.
ode a tutti i colori
Bianca la luna in una notte di luna piena
Bianco il latte che una bimba succhia dal seno materno
Bianca la tela che fa mostra di sé sul cavalletto.
Ti guardo, ti studio, ti misuro: 120 x 80
Cerco di individuare la segreta personalità gelosamente celata
tra le trame dell'ordito;
focalizzo informi figure che supplicano di emergere dal profondo
degli abissi in cui alberga l'Io.
Gli occhi accesi scivolano a destra, si posano sul barattolo
colmo di pennelli e spatole;
fremono nell'attesa di essere colti dalla mano ferma, sicura di
se.
Gli occhi si spostano a sinistra e si fissano sul piatto di
ceramica fine, dove,
sistemati come obbedienti scolaretti, fanno bella mostra di sé
tanti tubetti di colore, tutti i colori!
“ Prendi me !” piagnucola il Verde; “ posso
fare per te alberi frondosi e prati infiniti. Prendi me! prendi
me!” insiste ansioso il Verde.
Si gonfia il Rosso; sembra esplodere di furore:
“ Non ti illudere piccolo sgorbio pieno di bile, è me che
prenderà ”
E farnetica:
“ Io sono il colore della lotta! Il colore della passione
politica! Il colore dell'amore eterno!”
Ha…ha…ha…! Esplode Rosso Vivo in una risata da far
tremare tutti i Colori sul piatto, e rivolto con scherno al Verde:
“ può forse modellare petali di rosa con te ?”
E ripete quella risata paurosa.
Il blu, freddino anziché no! , rimane in disparte guardando con
superiorità sia il Rosso che il Verde “ poveri plebei “
dice con l'immancabile erre moscia; “ non sono certo loro i
preferiti !… è me che ama. Io non ho bisogno di fare
tanti salamelecchi!”.
Il giallo bisbiglia annoiato da tanto clamore:
“ Chissà cosa avranno da discutere ” e bisbiglia “ speriamo
che mi lasci riposare; ho la pressione bassa, io!; se almeno mi
offrisse un goccio di quel rosso, mi tirerei un po' su!”
Il Viola, pieno di sé ma non senza eleganza ,
alza il cappello, allunga il collo oliato..e… Hop-là “
Guardate come sono bello! ” Nel dire così fa una
piroetta e si sistema al centro del piatto, di ceramica fine! “ Sono
la perfetta sintesi del fuoco che emana dal Rosso e
dell'autocontrollo che distingue il lignaggio del Blu ”
recita da attore consumato, il Viola.
Infido dall'ombra del piatto spunta il Nero; girando su se stesso
gelidamente minaccia: “ Io sono cosi intenso che vi copro
tutti! Vi trasformo in insignificanti grigi!”
La minaccia viene presa sul serio. Tutti i colori si alleano
contro il nero; si lanciano all'unisono sopra la Tela ; in men che
non si dica la occupano da tutti i suoi lati.
Il Bianco, onnipresente principe, si era mischiato con tutti; con
una punta di Rosso e un'altra di Giallo aveva pennellato
l'orizzonte; con piccoli tocchi aveva dato sfumature diverse al
cielo dipinto, con grandi pennellate, dal freddo Blu. Da solo poi,
il candido Bianco,aveva colorato i petali delle romantiche
margherite.
Il Rosso, per non essere da meno, si era unito al Giallo, insieme
avevano colorato uno straordinario sole al tramonto.
Il Verde poi si era esibito in tutte le sue sfumature. Correndo
qua e là, sul Piano Grande, sconfinando sopra le colline che
precedono le grandi montagne, dove hanno buon gioco il Blu, il
Viola, il Bianco.
Il marrone era corso, qua e là, a colorare i tronchi d'albero,
il cappello ed il mantello del pastore transumante il gregge e, con
un pizzico d'orgoglio, aveva aiutato il candido Bianco a pennellare
una ad una le pecorelle, e un capretto tutto da solo!.
Il Bianco, poveretto!, alla fine era completamente svuotato.
Al violento Nero, mogio mogio, a quel punto non rimase che
opporre la firma su quella Tela che ne aveva viste, a ben dire!, di
tutti i Colori
Bramar (Marcella Bravetti)
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